Adrenalina da partenza e ansia da viaggio: il bello e il meno bello del viaggiare.

La funzione fondamentale dell’adrenalina è quella di predisporre l’organismo ad affrontare situazioni di emergenza sul piano fisico ed emotivo.
Nelle situazioni di incertezza e precarietà “provare adrenalina” equivale a sentire una sensazione forte che annienta tutte le altre; una sensazione però che anche quando non è piacevole viene spesso ricercata.

Un viaggio è indubbiamente una situazione di rischio, di incertezza. Certo, ci sono viaggi dove è già tutto programmato e stabilito per cui si riducono le possibilità di incorrere in qualche pericolo o imprevisto, ma recarsi in posti nuovi conoscere persone diverse, confrontarsi con culture sconosciute, aumenta la probabilità di trovarsi in situazioni nuove che non sappiamo come affrontare o gestire.

Per molti questo è un problema, una sensazione spiacevole, mentre altri ricercano proprio questo e trovano proprio in questa curiosità verso il non conosciuto lo stimolo per cimentarsi in nuove avventure.

Forse si può generalizzare dicendo che l’adrenalina che si sviluppa prima della partenza, che culmina in aeroporto o comunque quando decolliamo o salpiamo, è una sensazione positiva, quella che muove i viaggiatori, mentre l’ansia viene vissuta male.

Le cause sono probabilmente legate a qualcosa di profondamente personale e solo un percorso introspettivo individuale può portare a scoprirle e quindi vincerle.

Ma come possiamo fare per trasformare queste sensazioni in qualcosa di positivo?
Potete trovare qualche vademecum nei siti di psicologia che vi forniscono qualche consiglio utile, ma il mio suggerimento è quello di cercare le cose positive del momento, di dimenticarsi dei rapporti affettivi che ci legano a casa.
Focalizzarsi sul luogo, osservare, ascoltare, essere presenti con tutti i ricettori sintonizzati sugli stimoli che ci circondano.
Vivere un viaggio portando l’attenzione su quello che ci manca, su quello che non c’è non aiuta a cogliere la diversità del luogo, le difficoltà diventano insormontabili, mentre proiettarsi completamente nella nuova situazione aiuta ad affrontarle come un momento che ci appartiene, anche se non si svolge in un luogo famigliare.

Forse molti di noi sono abituati a sentirsi protetti nell’involucro delle abitudini. Queste rassicurano. Non ci costringono ad alcuna scelta. Il viaggio costringe ad una scelta e selezione costante, ma è quello che trasforma il viaggio in una crescita. I villaggi turistici, infatti, puntano proprio alla riduzione al minimo dell’iniziativa personale, proponendo pacchetti preconfezionati di attività ed escursioni.

Scegliere. Occorre imparare ad essere liberi anche sapendo scegliere dove andare a cena, cosa fare il giorno dopo, dove essere con tutto il corpo e la mente.

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