Perchè diventare scrittori è un desiderio tanto diffuso?

B.Pasternack, è morto povero, Bacchelli quasi e così tanti altri.Vale la pena scrivere per vivere? Scrive Bruno in un commento al post Non fare lo scrittore che è meglio, di Maurizio Teroni, che onestamente non so chi sia.
Il post racconta in maniera divertente i motivi per cui non ha proprio senso fare lo scrittore che per campare scrivendo ti devi chiamare Baricco, frequentare la televisione, aprire una scuola di scrittura, insomma fare una cosa alla moda.
Aggiunge poi che un uomo nella vita deve fare un figlio, scrivere un libro e piantare un albero.
Mi manca il figlio, donne fatevi sotto.
Bruno, Maurizio, chi più ne ha pù ne metta, rimane il fatto che non è una novità che fare lo scrittore è diffcile e nella maggior parte dei casi, non paga. Eppure proliferano i blog di scrittori esordienti, le riviste, i concorsi per racconti inediti. La pubblicità degli editori a pagamento è ovunque e le case editrici on demand sono stracolme di libri. Ma chi li compra? Avete mai acquistato su Lulu.com o su ilmiolibro.it?
Allora perchè? Perchè sono così tanti quelli che scrivono e che non si accontentano di scrivere, ma vogliono fare gli scrittori?
Io sono tra quelli e voglio dare la mia risposta, ma sono sicuro che ce ne sono molte altre.
Scrivere è prima di tutto una necessità. Si scrive perchè si ha qualcosa da dire. Perchè si vuole fermare un’emozione che verrebbe consegnata all’oblio del tempo. Talvolta le emozioni sono talmente forti, sia positive che negative, che metterle su una pagina aiuta a trasformarle in qualcosa di tangibile, aiuta a dare forma, a dare un peso. A volte, addirittura, a capirle meglio, per sè stessi.
Scrivere è una forma di espressione, come cantare, dipingere, raccontare, …come le arti in genere. L’arte fine a sè stessa, una scultura su uno scaffale, coperta di polvere, un dipinto nascosto sotto gli altri, una canzone che nessuno ascolta, sono parole non dette, sono urla che nessuno sente. Da qui nasce il bisogno di pubblicare, perchè qualcuno legga e paghi per farlo, permettendoci di farlo ancora e ancora e ancora.
La vita della scrittore è  romanzata essa stessa, nei film, nelle storie, … Sembra che gli scrittori si possano permettere di vivere su una baita in montagna o su una casa affacciata sul mare e scrivere quello che gli passa per la testa o per il cuore. Mah, forse, ancora, questo è lo stereotipo di una manciata di bravi scrittori che si possono permettere di vivere soltanto egli introiti dei libri.
I casi editoriali, poi, non mancano, ma si tratta di uan percentuale irrisoria e, a mio avviso, di grandi colpi di fortuna (fortuna? che roba è?) Vicnere lo Strega al primo libro è sicuramente un merito, ma perchè proprio quel libro è arrivato alla selezione? Anche se è indubbiamente meritevole, quali sono i passaggi perchè finisca proprio nelle mani giuste, al momento giusto?
Flaubert diceva
Scrivere è una vita da cani, ma l’unica che vale la pena vivere. Perchè?
Mi piace questa frase, mi mette a posto la coscienza. Se l’ha detto Flaubert …
Scrivere mi consente di stare concentrato sulle emozioni, di nutrirmi della vita stessa, di ciò che io chiamo tale.

E’ difficile. indubbio.  Non che altri mestieri non siano altrettanto duri, ma in questo caso si fanno i conti con un mercato ristretto (i lettori non sono molti) e con grandi scrittori che hanno messo in circolo libri che, sono il primo a dirlo, andrebbero latti prima di concedersi il lusso di perdere tempo su paginette mediocri.

E quindi? Se lo scenario è così nero, perchè insistere? Fino a che punto?
Forse la convinzione che ce la faremo? La passione? Oppure la consapevolezza che la vita vada scelta? Quanto il benessere diffuso ci consente di dedicare del tempo a scrivere anziché preozzuparci del pane quotidiano? Ci sono più scrittori anche perchè tra i tanti c’è chi non deve preoccuparsi di mantenersi?

Domande, dubbi, pensieri, difficoltà. Se non scrivessi non avrei nemmeno queste parole tra le mani e la consapevolezza che tu, anonimo o meno, leggerai fino a qui.

UN PO’ DI CONSIGLI PER CHI PROPRIO NON RIESCE A SMETTERE
Come diventare scrittore un lista di consigli
Come diventare scrittore breve post su la gazzetta del lavoro
Come si diventa scrittori secondo Ken Follet
(breve racconto di un caso)
Come diventare scrittori post dettagliato di Sergio Bissoli

P.S. del 22.12.2010
HO TROVATO QUESTE STUPENDE LETTERE ALL’ASPIRANTI SCRITTORE. CONSIGLI SENZA MEZZE MISURE di Fabio Larcher

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5 Responses to Perchè diventare scrittori è un desiderio tanto diffuso?

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  3. Maurizio says:

    Ciao. Grazie per il riferimento al post sul mio blog. Preciso che non l’ho scritto io, ma Gordiano Lupi, il quale ha pubblicato una serie di articoli sul mio blog.
    Sinceramente, non condivido a pieno quello che Lupi ha sctitto. Nel senso che, è ovvio, scrivere è un’attività che difficilmente, e pochi, riescono a fare per lucro. Fatalmanete si va incontro a delusioni, se si hanno illusioni sullo scrivere. Si scrive, probabilmente, perché è un modo per trovare uno spazio di espressione. E può essere più o meno incisivo, più o meno soddisfacente, come qualsiasi attività.
    Credo che, chi ama scrivere, debba, innanzitutto, trovare risposta in se stesso. Se no è meglio lasciar perdere.
    buon blog

  4. dariosorgato says:

    Apprezzo l’intervento. Nel post ho citato le mie motivazioni e quindi la risposta che mi sono dato. Lancio qui un’altra provocazione. Quasi inevitabilmente chi vuole scrivere deve fare qualcos’altro per sopravvivere. Se la prospettiva è così poco rosea, basteranno costanza e motivazione per poter un giorno dedicarsi soltanto alla passione? Le risposte che mi sono dato non saranno mai abbastanza convincenti nemmeno per me stesso se sono disposto a mollare.
    non so se è chiaro, ma una volta affermato che è una necessità, se smettessi, probabilmente non lo era. Sono forse in un vortice senza via d’uscita?

  5. Pingback: Perchè viaggiare è un desiderio tanto diffuso? | DARIO SORGATO

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